Gay & Bisex
Un pomeriggio all'improvviso 4 " il trio"
Marciotto
01.06.2026 |
1.560 |
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"Con un'ultima serie di affondi disperati e brutali, Marco venne dentro Peppe, inondandogli le viscere con un gemito profondo e prolungato..."
Ecco il riassunto della storia .....La storia descrive la travolgente evoluzione del rapporto tra Marco e Salvo, due colleghi di un ufficio comunale di Palermo. Nata come un'attrazione fisica incontrollabile ed esplosa inizialmente su una scrivania dell'ufficio e poi in un B&B, la loro passione si trasforma presto in un amore viscerale e profondo. Per poter passare un'intera notte insieme lontano dagli sguardi delle rispettive mogli, i due organizzano una finta trasferta di lavoro a Catania. In un albergo vicino a Via Etnea si consuma una notte di sesso selvaggio, intenso e romantico al tempo stesso, culminata in un risveglio intimo e complice che consolida il loro legame
Il ritorno a Palermo portò con sé una bolla di segreta felicità, interrotta bruscamente una settimana dopo. Peppe, un altro collega del settore catasto — da sempre attento e silenzioso osservatore — li affrontò a porte chiuse. Aveva notato gli sguardi, le assenze ingiustificate e, infine, aveva trovato una foto compromettente dimenticata per errore sul computer dell'ufficio. Ma non c'era minaccia di ricatto nei suoi occhi, solo un desiderio bruciante, accumulato in anni di fantasie represse su entrambi. Peppe voleva essere preso da loro, voleva quel sesso brutale di cui intuiva la forza, e promise il silenzio in cambio di un posto nel loro letto.
La tensione erotica accumulata nei giorni successivi esplose nel solito B&B del centro storico. Questa volta la stanza era satura di un'aspettativa diversa.
Peppe si svestì per primo, rimanendo completamente nudo al centro della stanza. Nonostante la timidezza iniziale, il suo cazzo era già dritto e lucido di liquido pre-eiaculatorio. Marco e Salvo si guardarono: non c'era gelosia, solo la bramosia di testare quel nuovo corpo, di usarlo per godere ancora di più l’uno dell'altro.
Salvo spinse Peppe sul letto, mettendolo a pancia in su. Marco si posizionò subito sopra di lui, bloccandogli le braccia e baciandolo sulla bocca con foga, infilandogli la lingua in profondità, mentre con la mano stringeva il cazzo del nuovo arrivato per saggiarne la durezza. Nel frattempo, Salvo si portò ai piedi del letto; aprì con decisione le gambe di Peppe, sollevandogliele contro il petto per esporre il buco, ancora stretto e intatto.
"Sei voluto venire qui, Peppe? Adesso ti facciamo capire come scopiamo noi," sussurrò Salvo con voce roca, mentre si spalmava abbondante saliva sulle dita e sul proprio cazzo, che premeva duro contro le chiappe del collega.
Salvo infilò prima due dita dentro Peppe per allargarlo, facendolo sussultare e gemere contro le labbra di Marco, che continuava a divorargli la bocca. Subito dopo, senza più alcuna pietà, Salvo puntò la cappella umida contro l'entrata tesa e spinse con un colpo secco e profondo. Il corpo di Peppe si inarcò violentemente, la carne si tese mentre il cazzo grosso di Salvo lo penetrava fino in fondo, riempiendolo per la prima volta. Un gemito acuto gli uscì dalla gola, ma Marco lo spense subito con un altro bacio bagnato, iniziando contemporaneamente a strofinare il proprio membro contro la pancia di Peppe.
Salvo non perse tempo e cominciò a pompare con spinte violente e cadenzate. Il rumore viscido della carne che sbatteva contro le natiche di Peppe riempì la stanza. Peppe, sopraffatto dal dolore e dal piacere immenso di quel doppio assalto, cominciò a muovere il bacino all'indietro per accogliere meglio i colpi brutali di Salvo, mentre le lacrime gli imperlavano gli occhi per l'intensità della penetrazione.
"Giratelo, voglio sentirlo anche io," ansimò Marco, ormai eccitato al massimo dal vedere il compagno sbattersi il collega.
Senza estrarre del tutto il membro, Salvo aiutò Marco a girare Peppe a pecora, con la faccia affondata sul cuscino e il culo alto, spalancato e arrossato per i colpi. Marco si inginocchiò subito dietro di lui. Salvo si sfilò per un attimo, lasciando l'entrata di Peppe bagnata e dilatata, e permise a Marco di posizionarsi. Marco spinse dentro tutto il suo cazzo con un affondo violento, mentre Salvo si portò davanti alla faccia di Peppe, infilandogli il proprio cazzo duro direttamente in bocca.
Peppe si trovò completamente posseduto: da dietro Marco lo fotteva senza sosta, tenendolo per i fianchi e lasciandogli i segni delle dita sulla pelle, mentre davanti la bocca gli veniva riempita dalle spinte ritmiche del cazzo di Salvo. Il sudore colava dai loro petti, mischiandosi in un odore acre di sesso e mascolinità selvaggia. I colpi da dietro erano profondi e bagnati; Peppe sentiva il bacino di Marco sbattere contro le sue natiche con una foga cieca, mentre le dita di Salvo gli stringevano i capelli per guidare la testa nel pompino.
Il ritmo divenne frenetico, insostenibile. Marco sentiva le pareti interne di Peppe stringersi attorno al suo membro a ogni spinta, segno che anche il passivo era vicinissimo al limite. Salvo si sfilò dalla bocca di Peppe e si posizionò di fianco, stringendo il cazzo del collega sottomesso e masturbandolo con forza selvaggia.
L'orgasmo li travolse quasi simultaneamente. Con un'ultima serie di affondi disperati e brutali, Marco venne dentro Peppe, inondandogli le viscere con un gemito profondo e prolungato. Sentendo lo spruzzo caldo dentro di sé e la mano di Salvo che stringeva senza pietà, Peppe cacciò un urlo soffocato e spruzzò il proprio seme sul lenzuolo, macchiandolo densamente. Un attimo dopo, Salvo si masturbò rapidamente sopra di loro, venendo con violenza sulla schiena rigata di sudore di Peppe e sulle natiche di Marco.
I tre rimasero immobili per diversi minuti, ansimanti nel silenzio della stanza, uniti dal calore degli umori e dalla complicità di un segreto ancora più grande e inconfessabile... sicuramente un nuovo inizio
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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